•  Le Falìe

    Velofestival sabato 18 novembre 2017, Ore 20.30

    Velo Veronese - Teatro Orlandi

    BELGICA D'AMORE

    di Alessandro Anderloni - Le Falìe

    «Nella nostra valigia di cartone c’erano solo pochi vestiti, tanta incertezza ma tanta speranza.» Questo è il ricordo di un emigrato di Velo Veronese della sua partenza per Belgio il 19 novembre 1946. Che il governo li avesse «venduti per un sacco di carbone», come si sarebbe detto molti anni dopo, o che quella fosse l’unica speranza possibile nell’Italia del primissimo Dopoguerra, partivano per “la Belgìca”. Li accoglievano il grigiore di Charleroi, le baracche di lamiera servite per i prigionieri della Seconda Guerra Mondiale, l’asfissiante, polverosa e torrida aria dei pozzi delle miniere di carbone. L’osteria dell’Antonia, anche lei migrante da Velo, diventò così il luogo dove ritrovare i sapori e la lingua di casa. In un’andata e ritorno d’amore, partivano mogli, per rimanere poi per sempre a vivere lassù, e ritornavano mariti, per morire di silicosi in Italia. Poi venne il disastro dell’8 agosto 1956, con 262 cadaveri nel pozzo di Marcinelle. Le Falìe riportano in scena il loro dodicesimo spettacolo. 

  •  Le Falìe

    Velofestival domenica 19 novembre 2017, Ore 11.30

    Velo Veronese - Teatro Orlandi

    BELGICA D'AMORE

    di Alessandro Anderloni - Le Falìe

    «Nella nostra valigia di cartone c’erano solo pochi vestiti, tanta incertezza ma tanta speranza.» Questo è il ricordo di un emigrato di Velo Veronese della sua partenza per Belgio il 19 novembre 1946. Che il governo li avesse «venduti per un sacco di carbone», come si sarebbe detto molti anni dopo, o che quella fosse l’unica speranza possibile nell’Italia del primissimo Dopoguerra, partivano per “la Belgìca”. Li accoglievano il grigiore di Charleroi, le baracche di lamiera servite per i prigionieri della Seconda Guerra Mondiale, l’asfissiante, polverosa e torrida aria dei pozzi delle miniere di carbone. L’osteria dell’Antonia, anche lei migrante da Velo, diventò così il luogo dove ritrovare i sapori e la lingua di casa. In un’andata e ritorno d’amore, partivano mogli, per rimanere poi per sempre a vivere lassù, e ritornavano mariti, per morire di silicosi in Italia. Poi venne il disastro dell’8 agosto 1956, con 262 cadaveri nel pozzo di Marcinelle. Le Falìe riportano in scena il loro dodicesimo spettacolo.